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Sicurezza del lavoro: nuove indicazioni (Covid19 – Fase2)

Con la riapertura di molte attività commerciali, prevista dal 4 maggio, si ha come unico punto fermo per la sanificazione degli ambienti, il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Per incentivare tali operazioni, il decreto “Cura Italia” prevede un bonus, sotto forma di credito d’imposta, pari alla metà della spesa sostenuta e documentata per un massimo di 20 mila euro nel corso dell’anno per ciascun beneficiario. L’obiettivo, del Protocollo condiviso di regolamentazione, è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Le imprese dovranno adottare il Protocollo condiviso di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro e applicare le ulteriori misure di precauzione elencate nello stesso – da integrare, eventualmente, con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro. La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione.  
  • Nel dettaglio:PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA
  • – l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e   delle aree comuni e di svago
  • – nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni del ministero della salute;
  • – occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi;
  • – l’azienda, in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).
Inoltre, è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani:
  • – l’azienda deve mettere a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani
  • – è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone
Si raccomanda pertanto di posizionare appositi distributori di gel alcolici con una concentrazione di alcol al 60-85%, all’ingresso dei luoghi di lavori e nei pressi dell’attività produttiva. Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. Le misure preventive quali l’igiene delle mani, l’igiene respiratoria e il distanziamento sociale, devono essere pubblicizzate tramite appositi materiali informativi esposti in tutti i locali e servizi igienici     

Autonomi STOP ritenute acconto fino a maggio 2020

I lavoratori autonomi con reddito fino a 400mila euro possono sospendere le ritenute d’acconto fra il 17 marzo e il 31 maggio pagandole a fine luglio.
 
 La norma, dispone la sospensione del pagamento delle ritenute d’acconto su ricavi e compensi percepiti fra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 su redditi da lavoro autonomo e provvigioni relative a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari.
Ci sono tre paletti: il contribuente non deve avere ricavi o compensi superiori a 400mila euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso allo scorso 17 marzo, deve avere domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in Italia, e non deve aver sostenuto nel mese precedente spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. Non rilevano, ai fin del tetto di 400mila euro, gli ulteriori componenti eventualmente indicati per migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale.
Il contribuente che ha tutti questi requisiti può decidere di incassare i compensi relativi al periodo compreso fra il 17 marzo e il 31 maggio 2020 senza che vengano applicate le ritenute.
La legge parla di compensi “percepiti” in questo periodo, e la circolare delle Entrate specifica a sua volta che la percezione di questi redditi deve avvenire nel periodo sopra indicato. Quindi, la sospensione dalla ritenute può essere applicata ai compensi che vengono effettivamente incassati fra il 17 marzo e il 31 maggio (non rilevando invece la semplice competenza).
I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della norma contenuta nell’articolo 19 del dl 23/2020. E sono poi tenuti a versare l’importo corrispondente entro il 31 luglio 2020, in un’unica soluzione oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di cinque rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Quindi, il contribuente che si avvale di questa proroga non segna la ritenuta d’acconto in fattura (analogica o elettronica).   Se emette la fattura elettronica, nella sezione “DettaglioLinee” non valorizza con SI la voce “Ritenuta” e, conseguentemente, non compila il blocco “DatiRitenuta“.